Nella mattina di mercoledì, nella sua Bari, se n’è andato Tonino Fiore.
Non per pudore evito pronunciare la parola morte. E’ che pensarlo avvolto nel nulla mi sembra indecente e servile. Per chi ha condiviso le battaglie, l’entusiasmo, l’irridente follia, rimane viva presenza. Era ed è il comandante Antony Flower come egli stesso si definiva. Titolo questo che era passato doverosamente a Peppe Dimitri che fu, tra i tanti giovani, alla sua scuola.
Perchè Tonino seppe addestrare i militanti di Avanguardia e, successivamente, quelli che lo cercavano, magari per guadagnare qualche lira come comparse. E li addestrava, simile a monaco Zen, con gesti e parole capaci di liberarli dalla logica borghese e conformista. Imprevedibile. Da vent’anni combatteva, solitario, con il male che lo devastava dentro e che ti consente solo di sforzarti a ben vivere quanto ti rimane e di saper ben morire. Entrambi modi di cui Tonino è stato fedele testimone di se stesso. Un ricordo personale: un ricordo di tutti e per tutti. Valle giulia, 1 marzo ’68, nella foto divenuta ormai storica egli è di profilo, con un bastone, forse l’asse di una panchina, a pochi passi da me. In quei giorni eravamo un tandem affiatato, il guerriero e il filosofo, come amava ripetere.
E ancora: immortalato nel saluto romano sulla scalinata di Legge,197O credo, circondato da guardie in borghese e in divisa. Con una giacca a quadretti che mia madre gli aveva regalato e per vincere la sua ritrosia: « Tanto a Mario non serve» (ero già a Regina Coeli). I compagni lo definirono « un sottoproletario» nell’accezione dispregiativa mediata da Marx. Era, invece, una questione di stile. E tanto basta.
Nella mente e nel cuore il nostro Presente.
Mario
Antonio Fiore, conosciuto meglio come Tonino, è stato uno dei capi storici e militari di Avanguardia Nazionale. “Il comandante Antony Flower”, come egli stesso si definiva, è stato il responsabile dell’addestramento dei giovani militanti, un capo severo tra le organizzazioni politiche extraparlamentari degli anni 1960 e 1970. Titolo questo, tramandato doverosamente a Peppe Dimitri che fu, tra i tanti giovani, nella sua scuola. Mercoledì mattina, 7 luglio 2010, Antonio Fiore è morto nella sua amata Bari, distrutto, da oltre vent’anni, da un male incurabile. Commovente il ricordo, pubblicando una lettera, di Mario Merlino, che per un periodo hanno costituito una coppia tradizionale orientale, il bramino e il guerriero. Nonostante il nome di Antonio Fiore fosse rispettato dalle nuove generazioni militanti, ai funerali hanno partecipato solo i vecchi camerati di tante avventure. A lanciare il “Presente”, Bruno Di Luia, più defilato, Stefano Delle Chiaie e il leader del movimento a Mola di Bari, Nardulli. Quindi, del tutto assente coloro che si sono affacciati alla politica nella seconda repubblica.
1 Marzo 1968- Roma, Battaglia di Valle Giulia, nelle prime file militanti di Avanguardia Nazionale . "Nella foto si riconoscono diversi militanti della Caravella tra cui tre dei dieci consiglieri dell'Orur (Adriano Tilgher, Mario Merlino e Pierfrancesco Di Giovanni) e poi Antonio Fiore, Guido Paglia, Stefano Delle Chiaie, Maurizio Giorgi, Roberto Palotto, Roberto Raschetti, Domenico Pilloli, Saverio Ghiacci"
Tonino Fiore ci ha lasciati un mese fa, il 7 luglio.
Ero all'estero e ne sono venuto a conoscenza solo l'indomani.
Ho preferito lasciare che qui lo ricordasse chi lo conobbe bene e molto prima di me, chi gli fu saldamente unito e continuò a frequentarlo in seguito: Mario Merlino.
Io, parlando di lui, mi sarei irremediabilmente perduto nel ricordo della mia adolescenza, visto che sono passati almeno trentotto anni dall'ultima volta che l'ho incontrato.
Colgo l'occasione del trigesimo della sua dipartita per dedicargli un ricordo che suoni meno stonato di quanto lo sarebbe stato allora.
Lo conobbi quando, diciassettenne, avevo deciso di fare il salto di qualità e di “arruolarmi” in Avanguardia Nazionale. Lì mi dissero subito che non sarebbe stata tollerata alcun'approssimazione, che non si era missini. Lì m'insegnarono la disciplina; anche con i metodi più rozzi, come darti l'appuntamento a un'ora precisa e lasciarti attendere, magari in piedi, per un'ora o più, per vedere se poi avresti protestato, obiettato e, soprattutto, se saresti ritornato.
Chi sostenga che questa non è una formazione politica, perché non si parla di contenuti, di progetti, di organizzazione, non ha capito nulla. E' questa la formazione delle formazioni e il vero dramma della destra neofascista, poi divenuta terminale, è di non averla mai conosciuta.
Roba da soldataglia, dirà qualcuno. Gli consiglio di rileggersi i racconti Zen e, forse, capirà qualcosa del valore inestimabile di certe attese giudicate sciocche e inutili.
A controllare la formazione c'era un sergente di ferro, che sembrava uscito, in anticipo, da “I quattro dell'oca selvaggia”. Burbero, inflessibile ma ironico e sostanzialmente affabile, Tonino Fiore era l'istruttore, temuto e rispettato.
Se sgarravi giù flessioni e colpi allo stomaco.
Un'altra pratica che, purtroppo, è passata in disuso; e se ne sono visti gli effetti.
Tonino Fiore era un uomo tutto d'un pezzo, ed amava la franchezza.
L'ordine di scuderia in quel tempo era di non mischiarsi con i missini; però erano in corso le elezioni amministrative e un po' ovunque ci si scontrava intorno ai comizi del Msi con gli assalitori rossi. Te le potevi perdere occasioni così? Sicché, disciplinatamente, disubbidii.
Qualcuno mi vide, rammento che era un comizio di Gionfrida a piazza Bologna, e lo raccontò al sergente di ferro. Questi mi convocò in presenza del mio accusatore e mi domandò se fosse vero che mi ero recato al comizio di piazza Bologna. Gli risposi di sì e che non era l'unico comizio al quale ero andato, gli dissi che ritenevo mio dovere e piacere essere presente quando c'era situazione di pericolo e gli elencai, uno ad uno, tutti i comizi a cui mi ero presentato.
Per punizione mi disse: bravo! E mi regalò una smorfia che sapeva di sorriso.
Con quel cenno e quella sola parola mi disse in sostanza che avevo saputo andare all'essenza: ero disciplinato, ma sapevo anche essere ribelle in nome di richiami superiori. Quello che, seppi poi, i tedeschi durante il Terzo Reich provavano a insegnare non solo ai giovani ma anche ai bambini delle elementari.
Continuai a frequentare AN, l'originale non quella finiota, nella sede di via dell'Arco della Ciambella fino alla fine dell'estate del 1971; contribuii a stilare il documento di Avanguardia per le scuole e, infine, passata la prova, venni accolto a pieno titolo. Ne fui orgoglioso ma preferii uscirne perché, sostenni allora, e tuttora credo che avessi ragione, che l'azione prevista non era veramente politica, mentre io intendevo farla a tempo pieno e ovunque.
Da allora non ho più rivisto Tonino Fiore.
Ho avuto sue notizie da Francesco Mangiameli, il mio camerata che sarebbe poi stato assassinato da insensati ineffabili, che lo incontrò per caso per le vie di Roma.
“Quelli di Terza Posizione – gli disse Tonino Fiore – mi piacciono: posseggono qualcosa della mia tempra”.
Finora è il miglior complimento che abbiamo ricevuto.
Addio comandante, forse c'incontreremo nel Walhalla, ammesso che io possa raggiungerlo.
Come avevo premesso, e ne chiedo venia ai lettori, ho finito col ricordare la mia adolescenza e non sono riuscito a parlare di Tonino Fiore, a ricordarlo com'era.
Ma è andata proprio così? O invece senza averlo neppur voluto, è emersa l'essenza, la personalità, forte e silente, del grande istruttore?
Scritto da Gabriele Adinolfi

la bara di Tonino Fiore avvolta nella bandiera italiana con la runa di Odal, il simbolo di “Avanguardia Nazionale"

PER NON SCORDARLI MAI !
ABATE ORESTE CILIVERGHE (BS) 01/10/1950
ADOBATI PIETRO TRIESTE 05/11/1953
ALFANO BEPPE BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) 08/01/1993
ALIBRANDI ALESSANDRO ROMA 05/12/1981
ALIOTTI ANTONINO ROMA 20/02/1967
ALVAREZ ALESSANDRO MILANO 03/03/2000
ANSELMI FRANCESCO ROMA 06/05/1978
ANTONELLI GIULIO NAPOLI 03/04/1991
ASSIRELLI ORLANDO SESTO S.GIOVANNI (MI) 27/01/1946
BASSA ERMINIO TRIESTE 06/11/1953
BIGONZETTI FRANCO ROMA 07/01/1978
BILLI ACHILLE ROMA 05/04/1949
BOCCACCIO IVAN RONCHI DEI LEGIONARI (GO) 06/10/1972
CALIGIANI ORIO MILANO 26/01/1946
CALZOLARI ARMANDO ROMA 25/12/1969
CAMPANELLA ANGELO REGGIO CALABRIA 17/09/1970
CECCHETTI STEFANO ROMA 11/01/1979
CECCHIN FRANCESCO ROMA 16/06/1979
CIAVATTA FRANCESCO ROMA 07/01/1978
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CRESCENZO ROBERTO TORINO 01/11/1977
CROVACE "MAMMAROSA" RODOLFO MILANO 03/07/1984
DE AGAZIO FRANCO MILANO 14/11/1947
DE ANGELIS NANNI ROMA 05/10/1980
DE NORA PAOLO SAN GIOVANNI IN MONTE (BO)
DI NELLA PAOLO ROMA 02/02/1983
DISCALA ELIO ROMA 23/06/1994
DOMINICI BENVENUTO REGGIO CALABRIA
ESPOSTI GIANCARLO PIAN DEL RASCINO (RI) 30/05/1974
FALDUTO ANDREA
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FERRARI SILVIO BRESCIA 18/05/1974
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MANCIA ANGELO ROMA 12/04/1980
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MANTAKAS MIKIS ROMA 28/02/1975
MANZI LEONARDO TRIESTRE 06/11/1953
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ZAZZI EURO MILANO 03/08/1946
ZICCHIERI MARIO ROMA 29/10/1975
ZILLI EMANUELE PAVIA 05/11/1973
ZUCCHIERI MARZIO
E TUTTI GLI ALTRI CAMERATI CHE CONTINUANO A VIVERE IN QUEI CUORI CHE RENDONO LE LORO VITE SPEZZATE, PER SEMPRE IMMORTALI!



ROMA 1963 MANIFESTAZIONE DI AVANGUARDIA NAZIONALE